Scopa e paletta a riposo, così come l’operatore, che se ne è rimasto un bel po’ tranquillo a sedere a spippolare con il suo telefono.
La foto è di qualche giorno fa, in una zona centralissima di Siena dove il passaggio dell’operatore a piedi è una necessità vista la quantità di cartacce buttate a terra e di escrementi di animali. Nei vicoli, purtroppo, succede spesso. Non voglio fare la schiavista, un attimo di riposo è giusto concederlo ad un lavoratore, ma quando la pausa diventa troppo lunga e la strada resta esattamente come prima, allora qualcosa mi viene da dirlo.
Ed allora prendo spunto dai commenti su un mio post di qualche giorno sulle cianfrusaglie (che sta ad indicare prodotti di bassissima qualità) esposti all’esterno dei negozi nel centro storico.
Commentava un lettore: “Prima delle cianfrusaglie, lo ripeterò fino alla noia, va risolto il problema della spazzatura“. La mia risposta: “Nel problema della spazzatura il Comune può risolvere fino ad un certo punto. La responsabile in primis è Sei Toscana, che per risparmiare non utilizza personale proprio ma si affida a cooperative sociali. Quindi iniziamo a distribuire le colpe perchè Sei Toscana fa “da gnorri”, detto alla senese“.
A questa affermazione due risposte: “Non ho detto che è colpa del Comune, ma ritengo che sia l’Ente preposto a pressare Sei Toscana perché svolga il servizio adeguatamente dal momento che la tassa dei rifiuti, che pago volentieri e con puntualità, viene deliberata dalla nostra Giunta e approvata dal nostro consiglio comunale” e un’altra: “E’ anche vero che la cura del verde ma semplicemente onco e che forse la vecchia figura dello spazzino che passava nelle vie del centro con la scopa durante la giornata è ormai persa e qui la responsabilità è del Comune“.
CHI EFFETTUA IL SERVIZIO
Ribadisco: il Comune di Siena NON ha personale addetto al servizio dei rifiuti, nè al ritiro nè allo spazzamento. Gli operai comunali hanno tutt’altri compiti.
Il servizio è svolto da Sei Toscana, che ha propri dipendenti addetti a servizi specifici e poi si avvale di due cooperative sociali. Per chiarire a chi non lo sapesse: “La Cooperativa Sociale è una particolare forma di Cooperativa finalizzata alla realizzazione di servizi alla persona (cooperativa di tipo A) o all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati (cooperativa di tipo B)”.
Sei Toscana si affida a due cooperative locali: la Cristoforo e la Set. Questo leggiamo nella home page dei loro siti:
Cristoforo: “La Cooperativa Cristoforo è il risultato concreto di un sogno: quello di fare qualcosa di nuovo e di utile per il proprio territorio, offrendo un’opportunità alle tante persone che si trovano ai margini della società e fuori dai circuiti lavorativi. Da qui l’idea di una cooperativa sociale di tipo B, da qui l’idea di Cristoforo”.
Set: “Impresa sociale Servizio e Territorio – Società cooperativa sociale – nasce a Siena nel 1993, promossa dall’Ufficio Diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro e dall’ AGESCI (Associazione guide e scout cattolici italiani). Si ispira da sempre ai principi della dottrina sociale cristiana e nasce con lo scopo di offrire un percorso concreto di riabilitazione e reinserimento nel mondo del lavoro per le persone svantaggiate“.
Per entrambe nobili obiettivi di cui è giusto essere orgogliosi.
In tutto questo il Comune ha un ruolo non facile. Non può certo controllare il lavoro del personale di aziende non proprie. Può solo far presenti a Sei Toscana le criticità e dovrà essere poi Sei Toscana a interloquire con le cooperative collegate.
I COSTI
Il Comune può anche richiedere un servizio migliore, più esteso e più frequente, ma ogni richiesta ha un costo diverso. Raddoppiamo i passaggi di ritiro? Raddoppiano i costi. Pretendiamo il ritiro notturno? Va pagato il lavoro notturno. D’altronde se pretendiamo che la signora che pulisce le scale del nostro condominio lo faccia un giorno alla settimana avrà un costo, se le chiediamo di farlo tutti i giorni il costo moltiplicherà.
Adesso resta da vedere quanto è possibile fare con la nostra già carissima Tari. Per un appartamento di circa 100 metri quadrati, nel quale abitano due persone, ogni famiglia senese spende circa 230 euro all’anno.
Nel bilancio di previsione 2023 del Comune si legge: “Per il 2023 sono state previste entrate Tari per euro 13.753.579. Le tariffe devono essere calcolate in modo da garantire l’integrale copertura del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti”.
Quindi nei 13 milioni va considerato il costo dello smaltimento dei rifiuti che è veramente alto, oltre 320 euro a tonnellata, il costo dei macchinari e dei dispositivi per la raccolta, l’apparato amministrativo e il costo del personale, che guadagna cifre modeste ma che, tra tasse e previdenza, al datore di lavoro costa molto di più. Ci resta davvero poco per poter chiedere servizi ulteriori.
Pur nella massima obbiettività, resta il fatto che la raccolta dei rifiuti come è adesso non può andare. Vanno rivisti gli orari di ritiro dei materiali delle attività commerciali, per evitare il brutto spettacolo che ogni mattina diamo a cittadini e turisti. Va rivisto il porta a porta ed anche lo svuotamento dei cestini e lo spazzamento delle strade. Ma tutto questo senza rischiare di incidere ancora di più sulle tasche dei cittadini.
Significa che è obbligatoria anche maggiore civiltà da parte di questi ultimi: se ci sono degli orari vanno rispettati in maniera precisa, anche da parte di esercizi pubblici, gettare rifiuti fuori dai cassonetti è un’inciviltà grave, così come lasciare bottiglie ovunque ogni notte ed escrementi animali nei vicoli.
