Duecento persone in Piazza Salimbeni, tutti con cartellini identificativi e auricolare all’orecchio. Bandierina verde in mano, le tre guide leggono in contemporanea la lunga lista che hanno davanti. Cercano di ricomporre i loro gruppi per ripartire da Siena. Ed è solo mattina.
Non sembrano turisti, sembra un gregge. Questo è il turismo che vediamo a Siena, purtroppo sempre più spesso. E’ “turismo di branco”, arriva, percorre a corsa il territorio e poi riparte. Gruppi sempre più numerosi ai quali viene fatta una raccomandazione: non fermarsi nemmeno per foto in posa, perchè si rischia di perdersi e non c’è tempo per aspettare.
Quindi niente souvenir, nemmeno quel panino consumato a terra che a noi peraltro non piace per niente. Niente gelato, che ci sono le file e non si può aspettare. Figurarsi poter fare spese nei negozi.
“Turismo di branco”, che è ancora peggio del turismo di gruppo.
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