Una notte tra i migranti a Porto Empedocle

Arrivare a Porto Empedocle significa anche fare i conti con il problema degli sbarchi dei migranti e per chi vede prima una notizia che un monumento, le grandi tensostrutture con all’esterno decine di giovani di colore, saltano subito all’occhio.

Nell’area portuale le auto della polizia fanno subito capire che la situazione non è facile.

È notte e i dirigenti delle forze dell’ordine sono molto disponibili con i giornalisti. Sta per arrivare la seconda nave giornaliera con il suo carico di migranti trasferiti da Lampedusa. Due navi al giorno, ognuna con 700-800 persone a bordo che andranno ad occupare le due tensostrutture già molto oltre la capienza. “Non c’è posto neppure per sedersi, figurarsi per dormire” spiegano i volontari dei Lions agrigentini che hanno portato pancali di prima necessità da imbarcare per Lampedusa. Spiegano che nell’isola non ci sono abbastanza viveri per tutti, specialmente per i bambini che sono tantissimi. A Lampedusa un hotspot con capienza di 800 persone sta ospitando 7000 migranti. Ogni giorno un migliaio vengono trasferiti proprio a Porto Empedocle e da lì poi distribuiti in tutta Italia con i pullman.

Quando arriva la nave sono necessarie ore per far scendere in sicurezza i 740 occupanti. C’è il rischio che tentino la fuga, anche se la maggior parte sembra così provata da vedere impossibile la forza per superare le gabbie che circondano l’area destinata all’ospitalità.

Quattro pullman partono subito per Reggio Calabria. Gli altri passeranno la notte accatastati nelle tensostrutture. Ci sono bambini di pochi mesi e donne incinte.

“Agrigento non ce la può fare a reggere questa pressione” spiegano forze dell’ordine e volontari.

Poche ore dopo arriverà la prossima nave ed altrettanti migranti. Ed un’altra la notte dopo. Così da mesi.

Di seguito anche il servizio realizzato per Siena Tv