Nientepopodimenochè un invito a Palazzo. E che Palazzo. Non capita tutti i giorni che la regina Elisabetta ti inviti per la festa del suo compleanno. E quasi stupisce che la sovrana di quello che è stato l’impero dove non tramontava mai il sole, si ricordi che in una cittadina del profondo sud dell’Europa, grande come un quartiere della sua Londra, esista un popolo che ama il cavallo quasi quanto lo ama lei.
Onorati Maestà.
L’invito ha suscitato a Siena un moto di ilarità. E subito sono scattati in piedi i fautori del “già mai”. Un bel po’ di difensori ad oltranza della tradizione che non sanno quanti Palii straordinari sono stati organizzati e corsi solo per il diletto di ospiti illustri. E non ricordano che in altre occasioni le contrade si sono messe in viaggio in pompa magna per andare ad omaggiare città gemellate.
Bisognerà parlarne della questione perchè non è da accantonare con una risata. Siena, il suo Palio, le sue contrade, non sono fenomeno da baraccone, pronto a spostarsi per qualsiasi sagra, ma l’occasione delle celebrazioni del novantesimo della regina Elisabetta II saranno un evento importante. E soprattutto la scelta di Siena per l’amore che nutre nei confronti del cavallo è una buona carta da spendere nei confronti degli animalisti e di tutti coloro che attaccano la festa. Oltre ad una buona dose di pubblicità che non guasta mai.
Se per caso dovesse prevalere l’intenzione di accettare l’invito a Palazzo, dovranno essere stabilite precise regole di dignità. Insomma dovremmo pretendere un trattamento regale. Tra nobili ci si capisce….
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